Prendo spunto da una email che ho ricevuto stamattina per rimarcare il mio invito a prestare un minimo di attenzione agli appelli che riceviamo nelle nostre caselle email; spesso e volentieri sono hoax, come questo:
"Ciao,
il week-end passato una bimba di 3 anni (a Athlone, Sud Africa) e' stata picchiata e stuprata. E' ancora viva. Il colpevole è stato rilasciato ieri su cauzione.
Se sei troppo occupato per leggere, allora firma e inoltra la mail.
Il governo Sudafricano sta pensando di abolire l'unita' di protezione bambini e questa è una petizione per evitare che lo faccia!! Questa è una petizione molto importante...."
NON CONTINUATE A DIFFONDERE QUESTO MESSAGGIO!!!
Ho preso le prime due informazioni del messaggio Athlone e Sud Africa, e le ho inserite dentro Google. Il primo risultato della ricerca è una pagina del sito antibufala del bravissimo Paolo Attivissimo, che ha esaustivamente verificato la petizione, ottenendo che si tratta dell'ennesima bufala.
Tutti i dettagli in merito a questa bufala sul suo blog
http://attivissimo.blogspot.com/2006/02/petizione-antistupro-sudafricana.html
Se pensate che email di questo tipo, in fondo, non sono un grosso problema, continuate a leggere tutto il post.
L'ottimo Paolo Attivissimo ha anche elencato diversi problemi e difficoltà legate a email come quella citata sopra, leggeteli.
Ne aggiungo solo uno mio:
l'ottavo risultato della ricerca effettuata con google è un blog che riporta la notizia integralmente con un seguito di commenti di visitatori che danno delle "bestie", in senso dispreggiattivo, in sequenza crescente ai sudafricani, poi agli africani poi ai maschi per arrivare a raggiungere tutto il genere umano nella sua interezza.
Certo si può dire che sono dei poveri idioti, però quella "innocua" email sta quanto meno contribuendo a caricare la diffidenza e l'odio interrazziale.
Ma che male fa diffondere una catena di sant'Antonio?
Tanto.
Quelle che parlano di sostanze tossiche presenti nei prodotti più disparati danneggiano le aziende che li producono: questo significa danneggiare inevitabilmente anche i loro lavoratori.
Diffondere una bufala vi fa fare la figura degli ingenui che abboccano a qualsiasi storia senza prendersi la briga di verificarla e senza neppure chiedersi se è plausibile.
Le catene spedite dal posto di lavoro vi possono costare il lavoro! Spesso i programmi di posta aggiungono automaticamente in coda a ogni messaggio il nome del mittente e quello dell'azienda o dell'istituto presso il quale lavora il mittente. Il risultato è che una catena spedita dal posto di lavoro sembra "autenticata" dall'azienda/istituto, che difficilmente gradisce che il proprio nome venga abusato da un dipendente e associato a una bufala.
La diffusione di false notizie può portarvi in tribunale. Sono a conoscenza di almeno un caso in Italia in cui l'incauta diffusione di un appello ha avuto conseguenze legali per chi l'ha fatto circolare. Non posso dare dettagli perché mi è stato chiesto di non darli proprio per evitare ulteriori danni alle società e alle persone coinvolte.
Quelle autentiche che contengono appelli per curare persone malate spesso proseguono per anni dopo la morte della persona citata. Di conseguenza, i familiari continuano per anni a ricevere offerte di aiuto che non solo sono assolutamente inutili, ma ricordano loro ogni giorno la scomparsa di una persona cara. Voi come vi sentireste, se ogni mattina vi chiamassero in tanti al telefono per chiedervi come sta vostra figlia morta di leucemia?
Grazie all'inesperienza degli utenti della Rete, le catene viaggiano con centinaia di indirizzi di e-mail al seguito. Gli spammer (i pubblicitari-spazzatura di Internet) usano queste catene per raccogliere indirizzi a cui mandare la loro assillante pubblicità più o meno pornografica, virus e compagnia bella. Se partecipate a una catena di sant'Antonio, anche il vostro indirizzo finirà nelle liste degli spammer.
Questi messaggi diventano spesso enormi (150 K e passa) a furia di accumulare indirizzi in coda. Questo significa che ci vuole tempo per scaricarli, e il tempo è denaro, per chi si collega a Internet con il telefono o il cellulare. In altre parole, spedire catene di sant'Antonio costa: costa a chi le riceve oltre che a chi le manda.